Il Progetto - “O’ Presepe e Pullecenella”

 

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Alla scoperta del tradizionale presepe vivente con musiche, racconti e gusto tipico.

L’evento ”O’ Presepe e Pullecenella” nasce dalla felice intuizione di alcuni giovani volontari della Pro Loco Gallo, frazione del Comune di Comiziano, in provincia di Napoli, coadiuvati dall’Amministrazione Comunale, di voler riproporre in modo strutturato e valorizzare l’antica tradizione presepiale partenopea. Una tradizione che, nel corso dei secoli, dall’XI° fino ad oggi, è diventata una vera e propria Arte. Tale arte è evoluta in due particolari direzioni: la prima è quella che si concretizza nella certosina realizzazione di pastori e ambientazioni ad opera di scultori artigiani professionisti, maestri nel creare veri capolavori apprezzati in tutto il mondo; la seconda è quella che ha dato vita al cosiddetto “Presepe Vivente”, tradizione che affonda le sue radici nella memoria francescana, con il primo Presepe Vivente realizzato a Greccio, ma che ben presto si è diffusa in tutto il mondo Cristiano, trovando a Napoli, dove si unisce alle atmosfere tipiche della “sceneggiata”, terreno fertile dove attecchire. Proprio a questa seconda tradizione si riferisce l’evento “O’ Presepe e Pullecenella” che si concretizza nella realizzazione non di un presepe muto, statico e compassato, bensì di un presepe animato, dinamico ed avvincente, ambientato nell’Ottocento con tutti i colori, i suoni, le voci, gli attrezzi, i personaggi dell’epoca e della tradizione napoletana. Tale presepe prende vita attraverso un allestimento che coinvolge i portoni e cortili della frazione Gallo e un adattamento teatrale che attinge sia da testi sacri che profani della tradizione napoletana, da cui sono estratti poesie, filastrocche, canti e balli, mirabilmente arrangiate, modificate e adattate nonché magistralmente interpretate dai tanti e tanti “attori”, grandi e piccoli, che, negli anni, hanno partecipato a questa manifestazione, che vede, dunque, la fattiva collaborazione di attori e comparse locali amatoriali e non. L’evento si configura, dunque, come una rappresentazione teatrale in continuo divenire il cui obiettivo generale, in coerenza con la sua natura di manifestazione a carattere religioso è quello di coniugare il messaggio di denuncia contro il degrado dell’umanità con quello di pace, amore e speranza della Natività. Si tratta di un teatro aperto con pubblico itinerante lungo le strade del paese, inviato a seguire le scene recitate del racconto della nascita di Gesù. Il filo conduttore della narrazione è affidato alle voci di figuranti nelle vesti di Virgilio, Pullecenella e del Vesuvio, con l’intervento del Cantastorie, avvilito e intristito per lo snaturamento del Natale sempre più beffato e tradito dai rituali omologanti della frenetica commercializzazione e del piatto consumismo, sognando, invece, il Natale della religiosità e della devozione del tempo andato che non ritorna più, a fronte della secolarizzazione. Un’autentica gemma di rappresentazione della natività vivente, dunque, che, sulla scia delle belle performance realizzate nelle precedenti edizioni, viene riproposta nello scenario che corre lungo Via Raffaele Napolitano, per rivivere nelle spaziose corti e nei cortili di palazzi che conservano gli impianti originari di costruzione, per lo più otto-novecentesca, con alti e bei portali in travertino e pietra vulcanica. La rappresentazione prende vita attraverso otto scenografie realizzate per raccontare i vari avvenimenti della Natività, interpretati da figuranti in sgargianti costumi popolani d’epoca.

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